Il testo del nostro contributo al 100° Congresso Nazionale di Firenze "Quale volontariato per il CAI di domani"

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img: Il testo del nostro contributo al 100° Congresso Nazionale di Firenze  \'Quale volontariato per il CAI di domani\'

"Non è dentro (...) angusti confini che deve chiudersi il programma del nostro Club, se vogliamo che esso rimanga sempre in un ambiente superiore e non degeneri in una semplice società sportiva":

Una frase di piena attualità per il terzo millennio scritta sul Bollettino CAI nel 1869 da Luigi Vaccari!

Da sempre il CAI si regge sull'impegno volontario, a beneficio dei soci, della montagna e della collettività: in quest'epoca, in cui il terzo settore è sempre più importante, il nostro sodalizio non può venir meno al proprio mandato statutario e deve quindi fornire una risposta qualificata alla domanda dei singoli, della società e delle istituzioni. In questo filone, ormai da anni, sono in essere le attività di cosiddetta montagnaterapia, intesa come occasione e modalità di re-inserimento biopsicosociale di persone in difficoltà, il cui tesseramento sarebbe oltretutto fondamentale in una logica di accoglimento ed inclusione. La notizia della progettazione ed attuazione di tali iniziative da parte del CAI suscita sempre grande interesse, anche in virtù del prestigio di cui tuttora gode il nostro club: spesso l'interessamento è seguito dalla ricerca di una collaborazione per la realizzazione di eventi e non di rado anche di programmi di medio-lungo termine. Per i soci disponibili a svolgere un simile tipo di accompagnamento  la formazione e la manualistica non differirebbero molto da quella in atto per l'escursionismo senior. Con ciò non voglio dire di marginalizzare tale impegno solidale e di affidare le attività di apertura sociale ai soci più anziani (peraltro probabilmente con più tempo a disposizione): la partecipazione concede a tutti i soci un'opportunità di arricchimento culturale ed emotivo nello spirito dell'associazione. Non di meno, nella logica di fornire un servizio di qualità, andrebbero sviluppate, certificate e rese disponibili competenze professionali, da coinvolgere anche a titolo oneroso e non solo volontaristico: anche un'opportunità di occupazione per le giovani generazioni.

Marco Battain AE gruppo LaMontagnaCheAiuta  CAI Torino


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